Ambulatorio chirurgia della spalla


ortopedia

Per prenotare una visita presso l’Ambulatorio chirurgia della spalla, contattare il Call Center 081 7259 222 (Clicca qui per informazioni sugli orari)

In alternativa clicca sul seguente pulsante per farti richiamare:

PRENOTA ORA

La lussazione della spalla

Lussazione della spalla: in cosa consiste

La lussazione della spalla riguarda prevalentemente questo distretto anatomico, in quanto la spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano e, per la sua stessa struttura, la più instabile.

testa omeralePer questa ragione, è anche quella più soggetta a lussazione, ossia alla fuoriuscita completa della testa omerale (l’omero è l’osso della parte superiore del braccio) dalla sua sede naturale, la cavità glenoidea della scapola.

La direzione della lussazione è il più delle volte anteriore.

Quando la testa omerale esce dalla sede naturale, quasi sempre lacera delle strutture legamentose e capsulari che avvolgono i capi articolari.

Tali lesioni se non riparate chirurgicamente possono portare a delle lussazioni ripetute, cosiddette recidivanti, causate non più solo da una chirurgia della spallacaduta o da un evento traumatico acuto ma anche dai semplici movimenti quotidiani del braccio addirittura durante il sonno.

Solitamente, il movimento principale che causa la lussazione è la rotazione esterna in abduzione che nel soggetto genera anche timore nell’eseguire questo movimento.

Lussazione: i soggetti più a rischio

La lussazione della spalla è un disturbo tipico delle persone giovani, anche iperlassidi 15-18 anni, che praticano determinate attività sportive, soprattutto sport ad alto contatto, come rugby, calcio e judo  e sport che prevedono un uso intenso degli arti superiori, come pallavolo e tennis.

A rischio anche i soggetti cosiddetti “iperlassi” che costituzionalmente, presentano una spalla con una mobilità maggiore della norma e legamenti più lassi.

La lussazione può non dipendere solo dall’attività sportiva, ma anche da un trauma diretto dopo una caduta accidentale e da un movimento brusco ed esagerato, durante il quale l’articolazione supera il limite della normale mobilità.

Cosa si deve fare dopo una lussazione?

Per prima cosa, bisogna ridurre la lussazione.

È consigliabile andare in un centro medico e non avventarsi a manovre riduttive che se non eseguite da personale esperto, possono causare dei danni.

Per verificare la presenza e l’entità dei danni dei tessuti capsulolegamentosi, l’esame d’elezione è la Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto intra-articolare, con la quale è possibile osservare l’eccessiva diffusione del mezzo di contrasto nella porzione anteriore dell’articolazione, segno di un’importante lesione capsulo-legamentosa e di un tessuto degenerato.

TAC spalla fig6a

Per calcolare eventuali difetti ossei glenoidei oppure omerali, può essere inoltre indicato un esame TC della spalla.

In questi casi, il tutore o la fisioterapia non sono curativi: i legamenti rotti DEVONO essere riparati chirurgicamente.

L’intervento chirurgico in artroscopia

Quando la risonanza magnetica mostra una lesione dei legamenti è necessario ricorrere alla chirurgia. Questo perché il potenziamento muscolare e un trattamento fisioterapico in questi casi non risolvono il problema.

Il metodo moderno è quello artroscopico miniinvasivo che consente – tramite dei piccoli fori e con una sonda luminosa artroscopico mininvasivocollegata ad una telecamera – di riparare i legamenti mediante dei mini ancoraggi all’osso, in anestesia locale. Se i tessuti però sono deteriorati o il paziente è costituzionalmente lasso le percentuali di ricidiva sono elevate al 50%. Per questi pazienti, è stata messa a punto una nuova tecnica artroscopica, la Arthroscopic Subscapularis Augmentation (tecnica A.S.A.) attraverso la quale si esegue la riparazione della capsula che viene ulteriormente stabilizzata mediante l’utilizzo di una parte del tendine del sottoscapolare che funge da doppia barriera, come una toppa e senzachirurgia artroscopica fig8 dover ricorrere a interventi a cielo aperto (ad esempio la Latarjet, che comporta l’utilizzo di placche e viti che se mal posizionate danno delle serie complicazioni).

La tecnica A.S.A. (Augmentation Artroscopico del Sottoscapolare)permette di trattare la lussazione della spalla con un metodoartroscopico e in anestesia locale, indicato già dai 15 anni, che garantisce una ripresa funzionale a distanza di 3 mesi con pochissime recidive (3%).

Pubblicazioni scientifiche sulla tecnica ASA

  • ArthroscopicBankartrepairassociated with subscapularisaugmentation (ASA) versus open Latarjet to treatrecurrentanteriorshoulderinstability with moderate glenoid bone loss: clinicalcomparison of twoseries(MusculoskeletSurgery, dicembre 2016).
  • ArthroscopicSubscapularisAugmentation of BankartRepair in ChronicAnteriorShoulderInstability With Bone LossLessThan 25% and Capsular Deficiency: ClinicalMulticenterStudy (Arthroscopy: The Journal of Arthroscopic and RelatedSurgery, settembre 2016).
  • The effect of the arthroscopicaugmentation of the subscapularistendon on shoulderinstability and range of motion: A biomechanicalstudy (ClinicalBiomechanics, agosto 2016)
  • ArthroscopicBankartrepair and subscapularisaugmentation: an alternative techniquetreatinganteriorshoulderinstability with bone loss (Journal of Shoulder and ElbowSurgery, novembre 2015).
  • ArthroscopicAugmentation With SubscapularisTendon in AnteriorShoulderInstability With CapsulolabralDeficiency (ArthroscopyTechniques, aprile 2013).

La ripresa dell’attività sportiva è prevista dopo circa quattro mesi dall’intervento.

Controindicazioni

danni ossei glenoidei La tecnica A.S.A. è controindicata solo in presenza di danni ossei glenoidei rilevanti perché in questo caso può aumentare il rischio della recidiva.
In questi casi è necessario ricorrere all’utilizzo di innesti ossei.

Periartrite

Periartrite è un termine generico e improprio. In realtà si tratta di un problema meccanico e costituzionale causato da una struttura ossea, l’acromion, presente all’estremità laterale della spalla: il suo spessore è il fattore determinante in caso di infiammazione dei tendini che interessano la spalla.

Sotto l’acromion, infatti, scorrono i tendini della cuffia dei rotatori.
Cinque tendini per la precisione, se consideriamo anche il capolungo del bicipite, che avvolgono la testa omerale come una cuffia. Questi tendini servono a far ruotare ed alzare il braccio. Nel caso l’acromion sia spesso, lo spazio di scorrimento si riduce e, nei movimenti soprattutto di elevazione e periartritedi rotazione del braccio, i tendini possono infiammarsi e usurarsi, provocando dolore.

Si parla pertanto di conflitto sub-acromiale o sindrome da attrito (un tempo chiamata periartrite).

Periartrite: i soggetti a rischio

Interessa soggetti in età compresa tra i 40 e i 60 anni e di entrambi i sessi.
Tutti gli sport e le normali attività quotidiane che coinvolgono la spalla possono causare l’irritazione dei tendini che compongono la cuffia dei rotatori.

Cosa Fare?

In caso di irritazione di queste strutture, che si manifesta con dolore soprattutto notturno o nei movimenti di elevazione del braccio al di sopra del capo o di rotazione interna od esterna, bisogna:

•    Eseguire un esame clinico per escludere una cervicobrachialgia.
•    Eseguire una risonanza magnetica con la quale si rileva o meno una riduzione dello spazio di scorrimento dei tendini. Qualora ci sia l’effettiva riduzione di questo “spazio di scorrimento”, bisogna considerare l’intervento artroscopico di acromionplastica.

Le infitrazioni e la fisioterapia (come tecarterapia, laserterapia e kinesiterapia) possono solo peggiorare il problema.

L’intervento di acromionplastica per via artroscopica, senza aprire l’articolazione e con un’anestesia locale, consiste nell’introdurre – tramite un piccolo foro e sotto visione endoscopica – una fresa della grandezza di 4 mm con cui si va a ridurre lo spessore dell’acromion.

Dopo l’intervento, si mantiene un tutore per due settimane. È fondamentale eseguire una corretta fisioterapia per il recupero ottimale del movimento, riabilitazione che si può iniziare dopo una settimana dall’intervento e che consiste in movimenti che devono far recuperare il corretto schema motorio. Il recupero completo si ha dopo un mese.

Rottura della cuffia dei rotatori

rottura della cuffia dei rotatorifi g21aSe non viene fatta una diagnosi precoce, l’attrito porta all’usuradei tendini e alla loro inevitabile rottura.
In questi casi, al sintomo del dolore si associa una difficoltà ad alzare il braccio e a vestirsi (ad esempio, infilarsi una giacca) e alla perdita di forza.

Solitamente, la terapia medica e fisioterapica rappresenta un palliativo e spesso peggiorano la situazione. I farmaci riducono il dolore ma fanno sì che ci si muova di più con la spalla e la rottura peggiora.

I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Gli esami da fare quando si sospetta una lesione della cuffia dei rotatori

lesione della cuffia dei rotatori fig22L’esame diagnostico nei casi sospetti di lesione della cuffia dei rotatori è la risonanza magnetica.
Se i tendini sono lesionati o staccati dalla loro inserzione è necessario ripararli chirurgicamente con urgenza perché, assimilabili a degli elastici di gomma, con il tempo si ritirano e si riducono, rendendo impossibile la riparazione chirurgica.

Come intervenire

riparazione della cuffia dei rotatori In caso si renda necessario, l’intervento di riparazione della cuffia dei rotatori viene seguito in artroscopia e in anestesia locale e consiste nel reinserire i tendini laddove si sono staccati grazie all’ausilio di mini ancoraggi che vengono fissati sull’inserzione ossea della testa omerale: il trochite.

Il post operatorio

Il decorso post-operatorio prevede che il paziente porti un tutore per tre settimane, tenendo il braccio in abduzione di 15 gradi. Successivamente, si inizierà il trattamento fisioterapico, della durata di circa due mesi.

Il trattamento fisioterapico in questa fase è fondamentale e consiste nel recupero, nei tempi giusti, di un corretto schema motorio e della forza.
Dopo un mese dall’intervento, si può guidare la macchina e di solito il trattamento riabilitativo si esegue a giorni alterni.

Periartrite calcifica

periartrite calcificaA volte sui tendini usurati si deposita del calcio che va a formare delle calcificazioni.
Onde d’urto e la fisioterapia in generalenon portano in questi casi a nessun risultato. L’unica soluzione è l’<strong>asportazione della calcificazione per via artroscopica, la riparazione del tendine e poi l’acromionplastica.

Il decorso post-operatorio prevede un tutore necessario per immobilizzare il braccio per 2-3 settimane e poi l’inizio della fisioterapia. I tempi sono simili a quelli necessari per una riparazione dei tendini della cuffia dei ruotatori.

Spalla rigida

La spalla rigida o congelata, definita anche capsulite adesiva, è una patologia della spalla che provoca dolore e rigidità. All’origine vi è un’infiammazione cronica delle formazioni anatomiche periarticolari che provoca un ispessimento con retrazione dei tessuti capsulari articolari e il movimento della spalla sembra essere “congelato”.

La spalla congelata si verifica circa nel 4% della popolazione. Più comunemente colpisce le persone di età compresa tra i 40 e i 60 anni.

La spalla rigida può insorgere spontaneamente oppure essere connessa ad altre patologie.
Il dolore di una spalla congelata è di solito più forte al mattino, quando si muove il braccio ed è localizzato sopra la zona della spalla esterna e talvolta lungo il braccio.

Come intervenire

In presenza di questi sintomi bisogna agire tempestivamente con un trattamento farmacologico antalgico e fisioterapico. Il tipo di fisioterapia in questi casi è fondamentale per la guarigione. Se però dopo circa due tre mesi l’articolarità non migliora, bisogna ricorrere al trattamento artroscopico.

Questo atto chirurgico mininvasivo consiste nell’eseguire un’artrolisi capsulare e cioè rimuovere e tagliare le aderenze e gli ispessimenti capsulari che bloccano il movimento articolare.In questo caso non bisogna mettere un tutore e sotto terapia analgesicasi deve iniziare a seguire un trattamento fisioterapico da eseguire giornalmente.

Il pazientedeve subito riprendere a muovereil braccio nelle normali attività quotidiane. Il trattamento fisioterapico è finalizzato al recupero della mobilità e dello schema motorio che a causa della rigiditàpreintervento, il paziente ha perso.

Cos’è l’artrosi di spalla

L’artrosi della spalla è una malattia degenerativa caratterizzata da una lenta evoluzione e consiste nell’usura della cartilagine della spalla, che presenta superfici articolari non più levigate ma irregolari.

L’artrosi della spalla è una patologia meno frequente di quella che colpisce il ginocchio o l’anca perché è un’articolazione nonsoggetta al carico.

Essa tende a manifestarsi in tarda età (dai 60 anni in su) e i soggetti più colpiti sono gli individui che hanno praticato sport che coinvolgono l’arto superiore o soggetti che hanno eseguito lavori manuali usuranti che coinvolgono l’arto superiore.

Un’altra causa all’origine dell’artrosi di spalla è la rottura della cuffia dei ruotatori.

artrosi di spallaLa risonanza magnetica che evidenza una rottura massiva della cuffia dei rotatori con risalita della testa omerale e artrosi)

I sintomi tipici dell’artrosi della spalla sono:

•    Dolore (che aumenta con l’avanzare del tempo);
•    Limitazione funzionale dell’articolazione;
•    Rumori articolari;
•    Rigiditàdella spalla.

I pazienti, per eseguire dei gesti quotidiani quali mettersi una mano sopra la testa o infilarsi una giacca, compensano muovendo di più la scapola o la colonna vertebrale e così facendo, perdono lo schema motorio.

I soggetti a rischio

Persone, di ambi i sessi, oltre i 60 anni di età.

Gli esami da eseguire:

•    Radiografia (RX) della spalla
•    TC della spalla
•    Risonanza Magnetica (RM) della spalla

 

radiografia spalla
risonanza magnetica spalla
tac spalla

Quando si fa una corretta diagnosi, il movimento non è molto limitato e il paziente è giovane, si può consigliare la fisioterapia o il nuoto.

Quando la funzionalità è compromessa perché l’articolazione presenta un avanzato stato di deterioramento, si rende necessario l’intervento chirurgico che prevede l’impianto di una protesi articolare.

Protesi di spalla anatomica e protesi inversa

Esistono due tipologie di protesi di spalla: protesi totale anatomica e protesi inversa: entrambe prevedono la sostituzione delle estremità articolari con delle superfici in metallo e plastica e durano anche 15/20 anni.

L’intervento di protesi di spalla viene eseguito a cielo aperto e in anestesia generale.

Quando è indicato l’impianto di una protesi anatomica:

  • In presenza di artrosi dovuta all’usura della cartilagine articolare della spalla;
  • in caso di dolore e limitazione funzionale ai movimenti attivi e passivi;
  • quando la cuffia dei ruotatori è integra e il trofismo muscolare è buono

Quando è indicato l’impianto di una protesi inversa :

impianto di protesi inversaIn presenza di artrosi in esito di rottura massiva irreparabile della cuffia dei rotatori, dovuta alla rottura dei tendini che porta alla risalita della testa omerale con consumo anormale delle superfici cartilaginee ed esito in dolore e perdita progressiva della funzionalità della spalla.

L’intervento chirurgico e il post operatorio

L’intervento viene eseguito a cielo aperto in anestesia generale.Sono necessari 4 giorni di ricovero.

Dopo l’intervento, il paziente mantiene il tutore per 3 settimane con il fine di far guarire i tessuti molli e viene sottoposto ad un programma di riabilitazione personalizzato (della durata di circa 2/3 mesi) per il successivo recupero del movimento e il ritorno alle comuni attività quotidiane.

L’Ambulatorio di Chirurgia della spalla è gestito dal Prof. Marco Maiotti, chirurgo ortopedico, specialista della spalla

Il Professor Marco Maiotti, specialista in Ortopedia e Medicina dello Sport, esegue circa 500 interventi l’anno ed è esperto nella cura delle patologie del ginocchio e della spalla.

Il Professor Maiotti ha sviluppato una tecnica innovativa per trattare la lussazione della spalla per via artroscopica. La tecnica chiamata A.S.A (Augmentation Atroscopico Sottoscapolare) è stata pubblicata in una delle riviste americane più esclusive al mondo: Arthroscopy.

Staff

Responsabile U. O. Ortopedia


Dott. Giuseppe Santoro

|   Medico ortopedia   |   Ortopedia

Specialista chirurgia della spalla


Prof. Marco Maiotti

|   Medico ortopedia   |   Ortopedia